Anfore di Terracotta: Rivoluzionando la Vinificazione Tradizionale

Condividi

Anfore di Terracotta: Rivoluzionando la Vinificazione Tradizionale

Il vino in anfora mi ha sempre incuriosito, l’idea di utilizzare qualcosa che affonda le sue radici in millenni di storia e che non è mai stato dismesso nonostante l’evoluzione tecnologica, mi affascina.

 Sei anni fa in Enotria Tellus abbiamo iniziato ad usare la terracotta per la vinificazione e l’affinamento e da allora, dopo averle toccate con mano e  viste all’opera,  è vero amore!

Qvevri georgiane, Anfore italiane, Talhas portoghesi, Tinajas spagnole, la terracotta prende diverse forme e rimane associata al vino oggi come in passato.

Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria riscoperta della terracotta nel settore vinicolo anche in Italia, non solo come contenitore come lo era in passato, ma come un vero e proprio vinificatore.

Precursore della fermentazione in anfora in Italia è stato Joško Gravner in Friuli Venezia Giulia.

Dopo il viaggio fatto in Georgia (patria della vinificazione in anfore ‘Qvevri’) nel 2000 ha iniziato a vinificare solo in terracotta dando il via alla sperimentazione anche qui nel Bel Paese.

Il vino oggi nasce, evolve ed affina direttamente nelle anfore e si ottengono dei vini unici e particolari.

Ma cos’è l’anfora?

Un’anfora è un recipiente tradizionalmente fatto di terracotta, utilizzato storicamente per lo stoccaggio e il trasporto di vari prodotti, tra cui vino, olio, acqua, e cereali.

La terracotta, una forma di argilla cotta, è il materiale principale utilizzato per la fabbricazione delle anfore, noto per le sue proprietà di porosità e durabilità.

Nel mondo contemporaneo del vino, l’uso dell’anfora sta vivendo una rinascita, in particolare tra i produttori di vini naturali e biodinamici. Le anfore sono utilizzate per la fermentazione e l’invecchiamento del vino, offrendo un’alternativa alle botti di legno e l’acciaio.

Perché utilizzare l’anfora di terracotta per la vinificazione e affinamento del vino?

Le anfore consentono un tipo di fermentazione e invecchiamento unico.

A differenza delle botti di legno, che possono impartire aromi specifici al vino, le anfore sono neutre dal punto di vista del gusto.

Ciò significa che i vini in anfora possono offrire un’espressione più pura dell’uva e del suo territorio.

 

Vinificazione

Nel processo di vinificazione in anfora, le uve possono essere fermentate con o senza bucce.

La fermentazione con le bucce, la cui durata può variare da pochi giorni a molti mesi, può aumentare la struttura e la complessità aromatica del vino.

Nel caso di vini bianchi vinificati in anfora, in caso di macerazioni sulle bucce di lunga durata, si otterrà quello che viene chiamato “orange wine” o “vino arancione” a causa del suo colore distintivo.

La vinificazione segue un approccio minimalista in cui l’intervento dell’uomo è ridotto al minimo.

La fermentazione in anfora avviene spesso in modo spontaneo con lieviti indigeni e la porosità della terracotta facilita un lento scambio di ossigeno durante la fermentazione e l’affinamento.

Questo processo può sicuramente contribuire ad una maggiore stabilità e longevità del vino.

I vini risultanti possono variare notevolmente a seconda delle tecniche specifiche del produttore e del tipo di uva utilizzata ma sono tutti caratterizzati da una complessità di aromi e sapori che riflettono l’espressione pura del terroir e della varietà di uva.

La mancanza di influenze di sapori derivanti dal legno, l’intervento esterno ridotto al minimo, la natura della terracotta stessa portano ad esaltare le caratteristiche intrinseche dell’uva e del terroir più chiaramente.

Dove vengono fatte le anfore in terracotta?

In Italia abbiamo produttori di eccellenza per quanto riguarda i recipienti in terracotta.

Non posso non citare Impruneta, in provincia di Firenze, cittadina in cui la terracotta caratterizza l’identità storica e culturale.

Cos’ha di speciale la terracotta di Impruneta? La terra di Impruneta è l’unica argilla utilizzabile al suo stato naturale.

Questa terra risulta essere talmente pura da meritare l’appellativo di terra turchina per le sue sfumature che virano al turchese.

La tradizione della terracotta dell’Impruneta affonda le sue radici nel periodo Medievale e viene orgogliosamente portata avanti nel lavoro delle fornaci: sono diciassette quelle tuttora attive, sparse su tutto il territorio comunale.

Quattro di loro formano quella che è l’Associazione Fornaci Storiche ed Artistiche di Impruneta, famose in Italia e all’estero, dove figurano i nomi di Carbone Massimo, M.I.T.A.L., F.lli Masini e Poggi Ugo. 

Conclusioni

Ora che hai un’idea un po’ più chiara sull’utilizzo della terracotta per il vino, devi iniziare ad degustare.

Se non hai mai assaggiato un vino fatto in anfora, ovviamente devi correre ai ripari!

Ti consiglio di assaggiare differenti varietà e produttori per riuscire a farti una prima idea.

Troverai una vasta gamma di vini con profili agli opposti tra loro seppur fatti tutti in anfora.

Viviti questa splendida esperienza gustativa lasciando da parte i pregiudizi e cercando di capire ad ogni sorso, come l’anfora abbia influito in quel vino.

 

anisa Abazi

Ciao! Sono Anisa

Strategie, idee e ispirazioni di marketing e vendita del vino.

Freebie!
La tua guida gratuita

Organizza e aumenta le tue vendite di Natale